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Le scuse per Teresa

L'indifferenza della gente va combattuta e qualcuno dovrebbe dirglielo

scuse

"Il tuo ex non è normale". 

A parlare era Giovanni, noto cleptomane di provincia, ma dalle grandi aspirazioni spirituali. 

Ad ascoltare era Teresa, persona onesta ma con improbabili voglie di uccidere il prossimo.

L'argomento? L'ex marito di Teresa. Gustavo. Persona seria all'apparenza, ma con forte spirito di perseverazione.

"Il tuo ex non può fare un casino della madonna per due peli incarniti e chiedere scusa con tanta leggerezza. Teresa, qui c'e' gente che soffre! Come ha fatto a convincerti?"

La Storia.

Due settimane fa, Gustavo chiese a Teresa, l'ex moglie da due anni, se fosse stato possibile inscrivere il loro primogenito, Gabriele, ad una corsa di sacchi al circolo del golf di Foggia.

"Certo"

Rispose Teresa, che amava essere considerata dal prossimo per il solo fatto che la faceva sentire viva.

"Ottimo. Lo devi portare alle 17 in punto, vestito di bianco e blu. Ah, ricorda che devi pagare 25 euro a Timmy, l'organizzatore. Lo riconosci perché ha un dito di legno rosso"

"MA come? Lo devo portare io? E devo pure pagare?"

Gustavo sbuffo. Poi tirò su l'aria e fece un sospiro così intenso che il giornale sul tavolo svolazzò in avanti di quasi quattro centimetri.

"Teresa, la corsa dei sacchi è una tradizione di famiglia. Non puoi contraddirla per colpire me"

Teresa si guardo in giro. Prima a destra e poi a sinistra. Credeva di essere in una candid camera.

"Ma che cazzo dici? Che tradizione è la corsa dei sacchi? MA soprattutto, mi hai chiesto se potevi iscrivere nostro figlio a questo evento, mica che dovevo portalo io e pagare!"

Gustavo prese una sigaretta dal pacchetto sul tavolo. In silenzio l'accese e prese una boccata di catrame e altri elementi cancerogeni.

"Teresa, hai ragione scusa!"

Nel sentire quelle parole l'ex moglie si sciolse in un pianto. 

"Va bene Gustavo, ci penso io"

L'ex guardò la moglie con occhi buoni e spense la sigaretta appena accesa, che si piegò nel posacenere in due.

ti chiedo scusa


 

Qualcuno dovrebbe dirglielo

Vede Giovanni, sua moglie soffre di Scuso Fobia. Ed è al Terzo Stadio

"Scuso che?"

"Scuso Fobia! E' una malattia che spinge le persone a fare qualsiasi cosa usando la parola SCUSA"

Giovanni, a sentire quei paroloni, si illuminò. Il professore, primario stimato, gli stava dando il modo di essere felice.

Quello stesso giorno andò dalla moglie e le chiese se poteva andare a letto con la sua collega.

"Scusa Teresa, ne ho bisogno per amarti di più..."

"Anche a l'ex marito di Teresa ho detto di questa patologia, ma ho un dubbio: la signora lo sa? 

Qualcuno dovrebbe dirglielo"

qualcuno dovrebbe dirglielo. Le scuse di Teresa




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