L'animale commerciale. La gara dei Carrelli


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Episodio II

Uno studio sociologico evidenzia che il carrello del supermercato è grande, è grigliato ed è facile da spingere.

Il motivo è solo per questioni commerciali. Il carrello deve invogliare l’uomo commerciale all’acquisto. È grande, quindi non puoi arrivare alla casa con soli tre acquisti. È grigliato, vedi cosa acquistano gli altri e viceversa. Infatti, non puoi accettare che gli altri abbiano il salmone norvegese da un chilo e mezzo e tu no. 

Il carrello è leggero, rapido, manovrabile e s’impugna con due mani come se fosse una moto. Da qualche anno il carrello è diventato anche un mezzo per sfidarsi. 

Nella calca del sabato pomeriggio, tra bambini isterici, madri isteriche e nonne isteriche, solo l’uomo commerciale sa cosa fare e come farlo. 

L’uomo commerciale ha una sola missione, il resto è una parentesi tra l’offerta dei cateteri e l’assaggio dello strutto fritto.

animale commerciale e la sfida con i carrelli

La sfida. La gara si accende quando una voce dall’alto segnala che nel reparto macelleria sono pronti i polli allo spiedo. Sono le quattro del pomeriggio, ma l’uomo commerciale sa che non avrà altre occasioni per mangiare. Inizia la gara. Chi arriverà per primo avrà il premio. Il pollo caldo, ruspante, da mangiare dopo tre ore. Ho visto maggiori feriti e morti tra le fila del centro commerciale che al gran premio di Monza. Gente che lotta e sgomita per arrivare prima ad una meta inesistente. Personalità rispettabili della società civile buttano fuori pista, ossia le sbattono contro il reparto cereali, le povere nonnette indifese, solo per arrivare primi alla cassa. 

“Anna, dobbiamo alleggerirci. Siamo troppo pesanti non riesco a superare nessuno. Leviamo questo!” 

“Mario non possiamo. È nostro figlio” 

“Dobbiamo! Lui un giorno capirà”

carrello spesa
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